sabato 14 maggio 2011

Candy imperdibile

Veramente imperdibile il Candy di Lucia !
Primo perchè è una persona fantastica,
secondo perchè i suoi lavori sono stupendi.
Cliccate sul suo nome ed aprirete la pagina 
del suo blog relativa a questo Candy.

Vi mostro cosa ha realizzato per me:
un bracciale con l'immagine del mio Tesoro,
e vi assicuro che le foto non rendono assolutamente 
la bellezza della lavorazione e della scelta dei colori.




sabato 7 maggio 2011

Sciarpa primaverile con shawl pin


 Una semplice sciarpina lavorata a legaccio con cotone cablè,
ma con ferri grosssi, per dare trasparenza e 
leggerezza.
 Un gancio segnalibro trovato in un banco di  biogiotteria,
qualche fiore a crochet,
una perla di resina brillante...
ed ecco che il segnalibro diventa uno shawl pin,
o in alternativa un fermacapelli.

La Primavera...
un piccolissimo mazzolino.

mercoledì 4 maggio 2011

Giveaway da non perdere

Giveaway da non perdere:
Primo perchè serve per fare pubblicità ad una causa nobilissima,
secondo perchè la lana messa in palio è meravigliosa.
Cliccate qui
 e saprete tutti i dettagli.


sabato 30 aprile 2011

Alcuni lavori fatti per il mercatino di A-mici
indossati dai miei adorabili pupini. 




Ed Otto vicino ad uno splendido albero fiorito


giovedì 28 aprile 2011

Appello urgente cagnolino bisognoso

Questo appello l'ho trovato sul blog di lufantasygioie ,
lo posto volentieri perchè  non posso accogliere questo cagnolino, ma condividendolo
sicuramente ci sarà qualcuno che potrà prendersi cura di questa creatura .Grazie 



APPELLO URGENTE...
si prega di leggere e condividere come potete!! GRAZIE

Un paio di giorni fà abbiamo trovato questo cane (credo un breton) fuori dal cancello di casa, sembra una femmina ma non ne siamo certi perchè la zampa posteriore è talmente messa male che è difficile guardare sotto. Le stiamo dando da mangiare e forse già domani si riuscirà a portare da un vet a fare le lastre perchè temiamo che oltre alla zampa abbia anche il bacino rotto.

Per me è impossibile tenerla perchè come sapete ho già molti animali, cerco qualcuno che dopo l'operazione (a cui provvederei io) possa adottarla...



Noi siamo a Campagnano di Roma, chiunque fosse disposto a farlo è pregato di mandarmi una mail!!! A chi invece purtroppo non se ne può prendere carico chiedo di condividere più possibile questo post!! Grazie a tutti per l'aiuto che vorranno dare!!
Claudia



Magari tra voi cè qualcuno che ha bisogno di buona compagnia,di un amico fedele ....
Grazie

mercoledì 27 aprile 2011

Estrazione giveaway

La fortunata vincitrice è Paola,la numero 21 
questo il suo commento:
Ciao!
Partecipo volentieri al tuo giveaway!
La borsa è molto bella,
buona domenica,
Paola.


I commenti  erano 72, ma uno era doppio.
Scusate l'orribile foto, non sono riuscita
 a salvarlo in nessun altro modo.
Aspetto l'indirizzo da Paola per poterle inviare 
la borsa.
GRAZIE DI CUORE A TUTTE VOI
è stato un piacere vedere in quante avete partecipato.


sabato 23 aprile 2011

Pasqua

Vorrei che questa Pasqua fosse rinascita per tutti,
ed anche se per me, cresciuta in una fattoria, ciò che segue mi provoca dolore immenso,
penso che sia giusto che venga divulgato e letto da chi, soprattutto, ignora, o vuole ignorare.
Grazie ad Argante per averlo pubblicato, qui ci sono maggiori dettagli.

Il pianto degli agnelli e il dolore del mondo.
La Pasqua si avvicina. Gli scaffali dei supermercati sono un trionfo di uova di cioccolata di ogni dimensione, di colombe con tutte le possibili varianti — con uvetta, senza uvetta, ricoperte di cioccolata, con lo zabaione — per accontentare i gusti più stravaganti. Da qualche anno poi, alle più tradizionali colombe, si sono affiancati dolci a forma di campane e di agnelli, anche questi in svariate versioni. Per chi vive in campagna, e ha lo sguardo abituato ad osservare ciò che succede nella realtà circostante, la Pasqua è quel momento in cui le gemme sui rami iniziano a ingrossarsi e i peschi e gli albicocchi... , spesso temerariamente, schiudono i loro fiori. Le prime lucertole si svegliano e il loro fruscio si sente in prossimità dei muretti mentre le uova dei rospi, avvolte a migliaia da una lunga collana gelatinosa, ondeggiano tra le piante dei laghetti. Nel sottobosco spuntano le primule, le violette, i crochi, le pervinche e il mesto pigolio invernale degli uccelli si trasforma nella grande sinfonia che prelude al corteggiamento.


Il periodo che precede la Pasqua è il periodo in cui la vita si muove nuovamente verso la sua pienezza e, con questa sua forza oggi così poco compresa, spinge anche noi a rinnovarci, ad abbracciare con una nuova visione lo scorrere incerto della vita. Anche molti animali partecipano a questo rinnovamento. La maggior parte dei capretti e degli agnelli nascono con la luna piena di febbraio e, dopo i primi giorni di timidezza trascorsi zampettando dietro l'ombra rassicurante della madre, si lanciano in corse scatenate con i coetanei del gregge. Chi non ha mai visto gli agnellini giocare, non avrà mai un'immagine chiara della gioia che può pervadere la vita. Si inseguono in gruppi, sterzano, cambiano direzione, saltellano sulle zampe anteriori e posteriori, se c'è un punto più alto nel pascolo, una roccia, un tronco abbattuto, un fontanile, fanno a gara a saltarvi sopra e questo per loro è il massimo divertimento, e poi di nuovo riprendono a rincorrersi, ogni tanto si affrontano e si caricano a testate, simulando l'età adulta. Poi le madri li richiamano, e allora è tutto un correre, un raggiungere con misteriosa abilità, tra la folla del gregge, la propria genitrice, uno spingere con testa, un vibrare di codine soddisfatte. Sul pascolo scende allora il tenero silenzio della poppata. Ma poi un giorno, poco prima della Pasqua, mentre gli agnellini pan di spagna sorridono invitanti sui banchi dei supermercati, nelle campagne arrivano i furgoni e caricano i piccoli delle pecore e delle capre. La gioia se ne va dai pascoli e subentrano gli strazianti belati delle madri che per tre giorni corrono incredule da un lato all'altro chiamando a gran voce le loro creature con le mammelle gonfie di latte. Poi, dopo tanta agitazione, sulle campagne scende il silenzio e i pascoli tornano ad essere delle distese brulle in cui i corvi zampettano tra le madri svuotate dal dolore. Intanto gli agnellini, avvolti nel cellophan, sono arrivati nei banconi dei supermercati: interi, a pezzi, o solo la testa, che pare sia una prelibatezza. Non posso non sussultare quando vedo, schiacciati dalla pellicola, quegli occhi opachi e quei dentini che già strappavano la prima erba.

L'altro giorno mi ha chiamato un'amica che lavora vicino al mattatoio. «Mi sono messa i tappi, ma non serve a niente. Vengono scaricati ogni giorno, a centinaia, e urlano con voci da bambini, disperate, rauche, in preda al terrore, ma, a parte me, nessuno sembra farci caso. In fondo ogni anno è così. È la vita, è la tradizione, è Pasqua e questo è il rumore della Pasqua». Già, perché la Pasqua è soprattutto un pranzo tradizionale, una mangiata di quelle che si fanno di rado, con l'abbacchio trionfante in mezzo alla tavola, un abbacchio ridotto a prelibatezza culinaria, a segno di una cultura gastronomica mai tradita, spogliato da ogni valenza che superi il tratto gastrointestinale. Ma in quei belati, in quelle urla, in quella vita che è pura innocenza, non è forse celata la domanda più profonda sul senso dell'esistere? Perché la morte irrompe e devasta, senza guardare in faccia nessuno. Nella nostra società così asettica e così impregnata di onnipotenza, lo dimentichiamo un po' troppo spesso, ma dimenticare l'ingombrante presenza della morte vuol dire abdicare, fin da principio, al senso della vita. Quando la morte scende su uno dei miei animali, gli altri fanno dei lunghi giri per non avvicinarsi al corpo, per non guardarlo e, per qualche giorno, il loro comportamento cambia, diventa stranamente assente, come se qualcosa, al loro interno, all'improvviso avesse cominciato a vibrare in modo diverso. La contemplazione della morte non può non provocare un profondo senso di timore, timore per quell'occhio brillante che improvvisamente diventa opaco, per quel vivo tepore che si trasforma in fredda rigidità. È per questa ragione che tutte le culture dell'uomo hanno sviluppato dei rituali di macellazione per rendere questo passaggio meno temibile — temibile per l'animale, ma temibile soprattutto per noi, temibile per la potenza evocativa racchiusa nel sangue che scorre.

Ma in una società come la nostra, totalmente profana, in cui nulla è più sacro e gli unici timori concessi sono legati alla materia, la catena di morte del macello non è che una realtà tra le altre. Le urla degli agnelli sono un rumore di fondo, uno dei mille rumori che frastornano i nostri giorni. E forse non sapere ascoltare questo lamento è il non saper ascoltare tutti i lamenti — i lamenti delle vittime delle guerre, dei malati, dei bambini torturati, uccisi, delle persone seviziate, abbandonate, dei perseguitati, di tutte quelle voci che invano gridano verso il cielo. È anche il non saper ascoltare il nostro lamento, di persone sazie, annoiate, risentite, incapaci di vedere altro orizzonte oltre quello del nostro minuscolo ego, incapaci di interrogarci, di affrontare le grandi domande e di accettare il timore che, da esse, inevitabilmente deriva. Sdraiati sul comodo divano della teodicea, continuiamo a ripetere che Dio non può esistere perché permette il male degli innocenti e questo assunto ci placa, ci quieta, ci mette dalla parte della ragione, proteggendoci dall'insonnia delle notti e dall'angoscia straziante del dolore del mondo. Quanti orrori — e quanti errori — derivano da quest'immagine di Dio onnipotente, da quest'idea di un Dio con la barba, seduto su una nuvola, parente stretto di Zeus, con i fulmini in mano, pronto a scagliarli sugli empi della terra. L'onnipotenza di questa società ipertecnologica, non deriva forse proprio da questo? Dio non è onnipotente, come ci aveva promesso, e dunque diventa nostro compito assumerci l'onnipotenza, raddrizzare le cose storte in cose dritte, creare il paradiso in terra, un paradiso in cui la giustizia finalmente trionfa, grazie alle nostre leggi. Il paradiso in terra però, come già abbondantemente ci hanno mostrato le tragedie del Novecento, ben presto si trasforma nel suo opposto perché, quando l'uomo crede di agire unicamente secondo i principi assoluti della ragione, sta già srotolando un reticolato e prepara potenti luci al neon per illuminare ogni angolo della prigione.

Forse il pianto delle migliaia di agnelli immolati per routine consumistica in questi giorni non è che il pianto di tutti i milioni di vite innocenti che ogni giorno in modi diversi, da che mondo è mondo, vengono stritolate dal male. E quel pianto che si alza verso il cielo senza ottenere risposta, ci suggerisce forse che il passaggio, la vera liberazione — la vera Pasqua — è proprio questa. Sapere che Dio non è onnipotente, ma, come Agnello, condivide la stessa nostra disperata fragilità. E solo su quest'idea — sull'idea che condividiamo la fragilità, che le tue lacrime sono le mie e le Sue sono le nostre — si può immaginare un mondo che non scricchioli più sotto il delirio dell'onnipotenza ma che si incammini nella costruzione di una vera umanità.
Susanna Tamaro

Buona Pasqua.

martedì 19 aprile 2011

Azzurro polvere e ......

E' finito, è stato abbastanza lungo ma di soddisfazione.

Unico neo la chiusura, pensavo venisse undulata,
invece è dritta.
Il prossimo lo chiuderò diversamente,
per dare più leggerezza al lavoro.




E questi......
questi sono Doni, arrivati alcuni giorni fa da Debora
fatti con il cuore davvero.
Doni pensati per chi li riceve, con colori adattissimi e
soprattutto veramente utili.
Un sacchetto portalavoro con il ricamo di una knitter indaffarata;
Una bustina con il mio nome che credo utilizzerò per i segnapunti
ed altri gadget "lanosi" di cui vado matta;
un sacchettino di gessetti dal profumo meraviglioso.
ed infine un cuscino raffigurante il mio Tesoro Otto.
Grazie Debora, è tutto veramente bellissimo.



giovedì 14 aprile 2011

Come una fragola



Un colore incredibilmente goloso,
come una fragola.
scovata su ebay uk,
dove ci sono lane molto belle in vendita,
 magari i prezzi non sono così stracciati,
ma del resto molte sono fibre pregiate.
Di questa ne ho preso un lotto da 500 gr,
che mi permetterà di fare un cardigan, penso.
Per il giveaway la scadenza
sarà il giorno 26 aprile a mezzanotte.
Un ringraziamento alle amiche che hanno
già aderito ed a quelle che lo faranno.

giovedì 7 aprile 2011

GiveAway

Per ringraziare chi mi segue ho confezionato questa borsa,
è ovviamente in lana, ma i colori sono un invito alla Primavera.
Per partecipare basta lasciare un messaggio su questo post e
prelevare la foto  postandola con il link sul proprio blog.
Può partecipare anche chi non ha un blog, basta che lasci 
la propria mail. 

Scade il giorno 26 Aprile a mezzanotte.
Un grazie a chi vorrà partecipare.